Arrivano i robot capaci di competere ai videogiochi

Potranno competere con gli esseri umani ma anche fare squadra con loro per migliorare le prestazioni di squadra.

Intelligenza Artificiale

Potrebbe essere la nuova frontiera del gaming, lo strumento capace di inaugurare una nuova stagione di contenuti soprattutto a livello di fruizione. 

Stiamo parlando dei robot giocatori attualmente in via di definizione a cura del Nara Institute of Science and Technology. 

L’istituto ha lavorato su una lunga serie di ricerche condotte da Università giapponesi a proposito dell’utilizzo dei robot per assistere le persone anziane e con disabilità. Queste ricerche hanno permesso di approfondire sistemi di comunicazione fluidi fra esseri umani e macchine. Di qui a pensare che i videogiochi potevano essere un altro terreno nel quale implementare le conoscenze acquisite il passo è stato breve. 

Al momento non esistono ancora dei prodotti che hanno recepito le nuove idee, ma il percorso per produrli è ormai iniziato e, riteniamo, inarrestabile. 

Se poi aggiungiamo che un campione di 30 individui sottoposti a dei test con prototipi di robot ha comunque dichiarato di trovare molto più stimolante la presenza della macchina, anche come antagonista, è chiaro che l’arrivo dei robot giocatori è soltanto questione di tempo. 

Nelle intenzioni, intanto le due strade, i robot come antagonisti o come compagni in squadre miste, saranno sperimentate alle pari, e sicuramente avremo robot di tutti e due i tipi.

I robot, come tutte le macchine di questa generazione, saranno in grado di imparare tramite IAG e quindi di migliorare momento dopo momento le proprie prestazioni, accrescendo sia il livello di difficoltà dei videogiochi sia l’esperienza di gioco degli esseri umani.

Per ora i risultati migliori gli esperimenti li stanno producendo nel settore dei videogiochi di combattimento, mentre sembrano essere più indietro in quelli di ruolo, nonostante le moderne tecnologie permettano di interagire anche con l’ambiente. Ma anche in questo caso è solo questione di tempo.

Personalmente vediamo un solo rischio: quello della frustrazione che immancabilmente si prova, in ambito competitivo, a perdere sempre, risultato quasi certo nel caso si abbia come competitor una macchina. In altre parole, ottimo tutto, ma costruite dei robot che qualche volta perdono il loro match. 

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