Accessibilità videogiochi: guida pratica e checklist per rendere il tuo gioco inclusivo

L’accessibilità nei videogiochi non è più un “nice to have”, ma un requisito fondamentale se vuoi che il tuo titolo sia davvero aperto a tutti. Progettare pensando alle persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive significa migliorare l’esperienza di gioco per l’intera player base, aumentare il potenziale commerciale del progetto e allinearti alle nuove sensibilità del mercato e del diritto.

In questa guida pratica vedremo cos’è l’accessibilità videoludica, quali sono i principi chiave, come integrarli nel processo di sviluppo di un videogioco e come utilizzare una checklist operativa per controllare che nulla venga dimenticato. Se ti occupi di interfacce, ti sarà utile anche approfondire il ruolo del UX/UI designer nei videogiochi e, se stai iniziando, valutare un corso introduttivo sullo sviluppo di videogiochi o una guida su come scrivere un Game Design Document efficace.

Che cos’è l’accessibilità nei videogiochi

Per accessibilità nei videogiochi si intende l’insieme di scelte di design, sviluppo e interfaccia che permettono alle persone con differenti tipi di disabilità di giocare, comprendere e godersi un titolo con il minor numero possibile di barriere.

Questo coinvolge direttamente il lavoro di chi si occupa di UX/UI design per videogiochi: dalla leggibilità dei testi alla disposizione dei menù, dall’uso del colore alla gestione dei feedback visivi e sonori. L’accessibilità, infatti, non è un semplice “toggle” da aggiungere a fine progetto, ma un criterio di qualità trasversale che deve entrare nel Game Design Document sin dalle prime fasi di concept e prototipazione. Per questo è utile integrare nel tuo GDD sezioni dedicate alle opzioni di accessibilità, come suggerito nella guida su come scrivere un GDD con template gratuito.

Lo scopo finale non è solo evitare di escludere qualcuno, ma progettare un gioco flessibile, in grado di adattarsi alle diverse esigenze di input, percezione e comprensione. In altre parole: dare ai giocatori reali il potere di personalizzare il modo in cui interagiscono con il tuo mondo di gioco.

Benefici per giocatori e sviluppatori

I benefici dell’accessibilità sono doppi. Per i giocatori, significa poter partecipare alla cultura videoludica a prescindere da limitazioni fisiche, sensoriali o cognitive; per gli sviluppatori, significa raggiungere una community più ampia, coinvolta e fedele.

Numerose ricerche mostrano come il gioco digitale possa avere effetti positivi sul benessere cognitivo: ad esempio, studi recenti collegati all’uso dei videogiochi evidenziano miglioramenti in memoria e attenzione, temi approfonditi nell’articolo “Giocare ai videogiochi migliora la memoria e l’attenzione?”. Allo stesso modo, titoli con una forte componente narrativa o cooperativa possono contribuire allo sviluppo delle capacità empatiche, come discusso in “I videogiochi possono influenzare le capacità empatiche dei giocatori?”.

Dal punto di vista del business, l’accessibilità incide sulla reputazione del brand e sulla sostenibilità nel lungo periodo. Un’industria videoludica in crescita, con numeri tutti positivi nel 2023, non può permettersi di trascurare una fetta consistente di potenziali utenti. Inoltre, un approccio inclusivo verso minoranze e gruppi spesso marginalizzati – come la community LGBTQ+ – è un fattore competitivo importante, ben evidenziato in “Videogame e community LGBTQ+, guadagna terreno l’inclusione”.

I principi di accessibilità per i videogiochi

L’accessibilità digitale si fonda su quattro principi chiave – percepibile, utilizzabile (operabile), comprensibile e robusto – derivati dalle linee guida internazionali e adattati al contesto videoludico. Per integrarli efficacemente, è utile collaborare con chi progetta UX/UI e con chi sceglie le tecnologie, come descritto nella guida a come scegliere il motore giusto per il tuo progetto.

Percezione

Un contenuto è percepibile quando ogni informazione fondamentale è disponibile in almeno una modalità che l’utente può percepire: visiva, sonora, tattile. Nel contesto dei videogiochi questo include:

  • Testi sufficientemente grandi, leggibili e con contrasto adeguato.
  • Elementi visivi chiave (HUD, indicatori di danno, marker di obiettivi) distinguibili anche in condizioni di daltonismo o bassa vista.
  • Feedback alternativi per informazioni essenziali: icone, effetti particellari, suoni, vibrazione del controller.

La progettazione visiva ricade spesso sul lavoro del designer di interfacce, tema approfondito nell’articolo su il ruolo del UX/UI designer nei videogiochi. Se vuoi rafforzare le tue competenze grafiche, può essere utile anche un corso di disegno digitale per imparare a gestire gerarchie visive, colore e leggibilità.

Operazione

Un gioco è operabile quando i suoi controlli e le sue interazioni risultano eseguibili da persone con diverse abilità motorie o con dispositivi alternativi. Ciò implica, tra le altre cose:

  • Possibilità di rimappare i comandi e regolare sensibilità, dead zone, intensità dei movimenti.
  • Evitar eccessivi quick time event basati su pressioni rapide e ripetute, offrendo alternative più accessibili.
  • Supporto a gamepad, tastiera, mouse e, quando possibile, a dispositivi di input speciali.

Una buona struttura di controlli nasce da solide basi di game design e architetture software. Il corso Design Pattern per videogiochi può aiutarti a organizzare il codice in modo flessibile, mentre il corso Unity 2D per sviluppo di videogiochi ti guida nella pratica a implementare sistemi di input scalabili.

Comprensione

La comprensibilità riguarda testi, feedback, interfacce, ma anche regole e obiettivi di gioco. Un titolo accessibile spiega con chiarezza le sue meccaniche, utilizza un linguaggio semplice e permette di recuperare informazioni importanti senza costringere il giocatore a ricordare tutto a memoria.

Per ottenere questo risultato è fondamentale pianificare tutorial, messaggi contestuali e sistemi di aiuto già nel GDD. La guida “Scrivi un Game Design Document efficace” mostra come documentare regole, UI e flussi di onboarding. Anche il ruolo del UX/UI designer è cruciale per garantire che i menù siano logici, i testi coerenti e le schermate di aiuto facilmente raggiungibili, come approfondito nell’articolo su UX/UI e videogiochi.

Robustezza

Un sistema è robusto quando funziona correttamente su diverse piattaforme, dispositivi e configurazioni. Per i videogiochi, questo si traduce in:

  • Interface che si adattano a schermi e risoluzioni differenti.
  • Supporto coerente a controller e periferiche varie.
  • Stabilità di plugin e sistemi di input/output speciali nel tempo.

La robustezza è influenzata dalla scelta del motore di gioco: in Unity, Unreal o Godot? Come scegliere il motore giusto per il tuo progetto trovi un confronto utile. Le piattaforme moderne come Unity 6 o Unreal Engine 5 offrono strumenti sempre più maturi per gestire input multipiattaforma, interfacce responsive e supporto a tecnologie emergenti.

Normativa e diritto di accessibilità

L’accessibilità non è solo una buona pratica: sempre più spesso entra nel diritto positivo, soprattutto in ambito digitale. Normative europee e nazionali spingono verso servizi e prodotti digitali accessibili, riconoscendo un vero e proprio diritto all’accessibilità per le persone con disabilità.

Il settore videoludico, tradizionalmente visto come intrattenimento, è oggi riconosciuto anche per il suo valore culturale. L’articolo “L’Unione Europea riconosce il valore culturale del settore dei videogiochi” mostra come le istituzioni europee stiano iniziando a considerare i videogiochi come opere culturali meritevoli di tutela, finanziamento e – di conseguenza – soggette a requisiti di inclusione e accessibilità.

Implicazioni per il settore videoludico

Per gli sviluppatori, questo significa che ignorare l’accessibilità può tradursi non solo in un’occasione mancata, ma anche in rischi legali e reputazionali nel medio periodo. In un’industria in forte crescita, come mostrano i risultati positivi per industria e appassionati nel 2023, chi saprà anticipare le aspettative normative e sociali avrà un vantaggio competitivo decisivo.

D’altra parte, la cronaca degli ultimi anni – con chiusure improvvise e fallimenti di software house, come raccontato in “Dicembre nero per le software house” – dimostra che puntare solo sulla spettacolarità tecnica non basta. L’accessibilità, insieme a monetizzazione etica, sostenibilità dei team e cura delle community, è uno degli ingredienti necessari per costruire progetti solidi nel lungo periodo.

Accessibilità digitale e videogiochi

Quando si parla di accessibilità digitale, molti pensano spontaneamente al web e agli standard per siti e app. I videogiochi condividono diversi principi con questo mondo, ma presentano anche peculiarità importanti:

  • Un videogioco è un sistema interattivo complesso, dove UI, gameplay, narrazione e feedback in tempo reale si intrecciano.
  • Spesso l’esperienza è ad alto carico cognitivo, con molte informazioni simultanee su schermo e tempi di reazione brevi.
  • Le dinamiche ludiche possono basarsi su abilità fisiche (riflessi, precisione) che, se non previste alternative, escludono parte dell’utenza.

Capire queste differenze è fondamentale per chi si occupa di UX/UI nei videogiochi e per chi gestisce il flusso di game development end-to-end, dall’ideazione alla pubblicazione.

Standard e linee guida applicabili

Sebbene non esista ancora un unico standard globale dedicato esclusivamente ai videogiochi, molti team si ispirano alle WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) adattandole al contesto ludico. In pratica, ciò significa:

  • Garantire alternative testuali e visive ai contenuti audio.
  • Offrire controlli flessibili e riconfigurabili.
  • Limitare elementi che possono scatenare epilessia fotosensibile.
  • Progettare interfacce comprensibili e coerenti.

Per tradurre questi principi in pratica è utile inserire una sezione dedicata all’accessibilità nel GDD, come spiegato in “Scrivi un Game Design Document efficace”. Anche la collaborazione con i designer di interfaccia, descritta nell’articolo sul ruolo del UX/UI designer, è fondamentale per declinare questi standard in elementi concreti di UI/UX.

Adattamenti per diverse disabilità

Un approccio davvero inclusivo richiede di progettare pensando a tipologie di disabilità differenti. In questa sezione vediamo alcuni interventi pratici per ciascuna categoria, da considerare fin dall’ideazione del tuo gioco e non solo nelle fasi finali.

Il supporto per disabilità visive

Le disabilità visive comprendono daltonismo, ipovisione, cecità parziale o totale. Per rendere il tuo gioco più accessibile puoi:

  • Offrire modalità ad alto contrasto e opzioni per aumentare la dimensione di testi e UI.
  • Utilizzare icone e simboli chiari, non basandoti solo sul colore per trasmettere informazioni.
  • Integrare feedback sonori e vocali per azioni importanti (ricezione danni, completamento obiettivi, cambi di stato del personaggio).

Queste scelte coinvolgono direttamente la progettazione dell’interfaccia, un aspetto che si intreccia con il lavoro di UX/UI designer illustrato in questo approfondimento. Se sei alle prime armi, un corso introduttivo allo sviluppo di videogiochi può aiutarti a strutturare correttamente HUD e interfacce fin da subito.

Il supporto per disabilità uditive

Per chi ha disabilità uditive, il suono non può essere l’unico canale per informazioni critiche. Alcune buone pratiche:

  • Inserire sottotitoli completi per dialoghi, cutscene e informazioni narrative.
  • Mostrare su schermo indicatori visivi per effetti sonori importanti (colpi alle spalle, allarmi, rumori direzionali) attraverso icone o vibrazioni.
  • Permettere di regolare separatamente volumi di musica, effetti, voci, così che chi ha un residuo uditivo possa personalizzare la propria esperienza.

La cura per questi elementi rientra nel lavoro di chi gestisce l’esperienza complessiva dell’utente, come raccontato nell’articolo su UX/UI e accessibilità.

Il supporto per disabilità motorie

Le disabilità motorie possono limitare la precisione, la forza o la velocità nei movimenti. Per rendere il tuo gioco fruibile a un pubblico più ampio puoi:

  • Offrire rimappatura completa dei tasti e scegliere layout predefiniti pensati per diverse esigenze.
  • Ridurre la necessità di input rapidi e ripetitivi, ad esempio sostituendo i “button mashing” con pressioni singole o opzioni automatiche.
  • Consentire il gioco con una mano sola, quando possibile, o con input semplificati.

Implementare sistemi di input flessibili richiede buone pratiche di architettura software, come quelle affrontate nel corso Design Pattern per videogiochi e nelle lezioni pratiche del Corso Unity 2D, dove puoi vedere come strutturare controlli configurabili fin dal prototipo.

Il supporto per disabilità cognitive

Le disabilità cognitive includono difficoltà di attenzione, memoria, elaborazione delle informazioni, lettura o comprensione dei testi. Alcune strategie utili:

  • Utilizzare linguaggio semplice, frasi brevi e terminologia coerente.
  • Fornire riassunti e obiettivi chiari, magari con un diario di missione sempre consultabile.
  • Permettere di regolare la difficoltà o attivare aiuti contestuali (evidenziazione degli obiettivi, mappe più chiare, assistenza alla mira).

Gran parte di queste decisioni nasce nel documento di game design: la guida su come scrivere un GDD efficace ti aiuta a documentare regole e flussi pensando alla chiarezza. Il lavoro del UX/UI designer, descritto in questo articolo, è essenziale per tradurre queste scelte in interfacce e messaggi chiari.

Controlli e interfaccia

Controlli e interfaccia sono il punto di contatto principale tra gioco e giocatore. Una progettazione accessibile dei controlli può fare la differenza tra un titolo giocabile da molti e un’esperienza riservata a pochi.

Personalizzazione dei comandi

La possibilità di personalizzare i comandi non è più un optional, ma una caratteristica attesa. Alcune indicazioni pratiche:

  • Offrire mappe tasti predefinite (standard, mancino, accessibile) e la possibilità di modificare ciascun input.
  • Permettere la scelta tra input tenuto premuto e input “toggle” (es. corsa, mira, crouch).
  • Consentire di salvare più profili di configurazione, magari collegati all’account utente.

Se stai lavorando con Unity, puoi imparare a gestire sistemi di input avanzati e configurabili seguendo il Corso Unity 2D per sviluppo videogiochi e consolidando la logica con il Corso di programmazione C# online, così da separare il codice di gioco dai mapping fisici dei tasti.

Interfacce alternative e mappatura

Oltre alla personalizzazione, è importante prevedere interfacce alternative e opzioni di mappatura:

  • Supporto a schemi di controllo semplificati o orientati al solo mouse/gamepad.
  • Compatibilità con dispositivi esterni (controller accessibili, pulsanti grandi, interfacce speciali).
  • Possibilità di passare facilmente da un dispositivo all’altro durante la sessione.

La scelta del motore influenza molto ciò che puoi fare: nell’articolo “Unity, Unreal o Godot? Come scegliere il motore giusto per il tuo progetto” trovi uno sguardo ai diversi ecosistemi. Dal punto di vista architetturale, il corso Design Pattern per videogiochi ti aiuta a modellare sistemi di input flessibili, indipendenti dall’hardware specifico.

Audio, sottotitoli e feedback

I sottotitoli sono uno strumento cruciale non solo per i giocatori con disabilità uditive, ma anche per chi gioca senza audio o in una lingua diversa. Alcune buone pratiche:

  • Dimensione del testo regolabile e font ad alta leggibilità.
  • Contrasto sufficiente rispetto allo sfondo, eventualmente con box semitrasparenti.
  • Indicazione del parlante quando necessario e inclusione di informazioni ambientali rilevanti (“[rumore di passi]”, “[esplosione lontana]”).

La cura nella progettazione dei sottotitoli rientra nel lavoro di UX/UI e nell’esperienza complessiva dell’utente, aspetti discussi in questo approfondimento sul ruolo del designer.

Feedback sonoro e vibrazione

L’audio e la vibrazione sono canali fondamentali per comunicare stato, pericolo e ricompensa. Per renderli accessibili:

  • Differenzia i feedback sonori per azioni importanti (danno subito, oggetto raccolto, obiettivo completato).
  • Usa la vibrazione in modo mirato, permettendo però di disabilitarla o attenuarla.
  • Assicurati che le informazioni veicolate solo via audio siano anche disponibili visivamente o testualmente.

Le moderne soluzioni di sviluppo, come il nuovo ecosistema di Unity, offrono strumenti sempre più raffinati per gestire questi aspetti, inclusi tool basati su AI per migliorare la produzione di asset, come illustrato in “Unity Muse ora genera texture migliori”. La progettazione sonora resta comunque legata alla visione UX complessiva, spiegata nell’articolo su UX/UI nei videogiochi.

Design visivo e leggibilità

La leggibilità è uno dei pilastri più immediati dell’accessibilità. Alcune linee guida:

  • Usa dimensioni del testo sufficientemente ampie, soprattutto per HUD e menù.
  • Garantisci un contrasto minimo tra testo e sfondo (ispirandoti alle raccomandazioni WCAG).
  • Evita font troppo decorativi per testi lunghi o informativi.

Chi si occupa di UX/UI deve bilanciare estetica e usabilità, come spiegato in “Il ruolo del UX/UI Designer nei videogiochi”. Se vuoi approfondire gli aspetti grafici, il Corso di disegno digitale online ti aiuta a padroneggiare composizione, forme e gerarchie visive.

Segnaletica e icone chiare

Nel caos di un combattimento o in un open world pieno di marker, la chiarezza della segnaletica è essenziale. Un buon sistema di icone:

  • Utilizza simboli intuitivi, facili da distinguere a colpo d’occhio.
  • Mantiene coerenza cromatica e stilistica in tutto il gioco.
  • Evita l’overload informativo, limitando il numero di icone simultanee.

Per migliorare queste competenze, puoi formarti sull’illustrazione digitale con il corso Introduzione al disegno digitale o, se punti a uno stile più cartoon, con il Corso di Disegno Cartoon online, così da creare set di icone leggibili e coerenti con l’estetica del tuo gioco.

Supporto e tecnologie assistive

Le tecnologie assistive includono controller alternativi, pulsanti speciali, interfacce che traducono input vocali o movimenti limitati in comandi di gioco. Per supportarle al meglio:

  • Prediligi motori di gioco con buon supporto multipiattaforma, come descritto in questa guida alla scelta del motore.
  • Progetta un layer di input astratto, che separi il “cosa” deve accadere dal “come” viene attivato.
  • Testa il gioco con diversi tipi di controller, anche non convenzionali.

Se sviluppi con Unity, il Corso Unity 2D ti mostra come impostare sistemi di input flessibili che possono essere mappati a diversi dispositivi.

Integrazione con screen reader e input alternativi

Per giocatori con cecità totale o grave ipovisione, l’integrazione con screen reader o sistemi di sintesi vocale può essere determinante. Anche input alternativi – comandi vocali, eye tracking, interfacce basate su switch – possono aprire il tuo gioco a persone che altrimenti non potrebbero giocare.

Dal punto di vista tecnico, serve una buona strutturazione del codice e dei testi su schermo. Imparare un linguaggio come C# in modo solido, ad esempio con il Corso di programmazione C# online, ti permette di organizzare meglio i layer di presentazione e di integrazione con queste tecnologie. Per trasformare questi requisiti in interfacce realmente utilizzabili è fondamentale il contributo del UX/UI designer, come raccontato nell’articolo su UX e accessibilità nei giochi.

Testing e processo di sviluppo

Nessuna checklist può sostituire il confronto con utenti reali, in particolare persone con diverse tipologie di disabilità. Integrare test di usabilità nel tuo processo di sviluppo ti permette di individuare barriere inattese e di priorizzare gli interventi in base all’impatto reale sull’esperienza.

Per organizzare questi test è utile pianificare in anticipo obiettivi, scenari di prova e metriche, inserendoli nel GDD o nella documentazione di progetto. La guida su come scrivere un Game Design Document offre una base da cui partire, che puoi arricchire con sezioni dedicate ai test di accessibilità.

Checklist di accessibilità

Una checklist di accessibilità ti aiuta a verificare sistematicamente che le principali aree di rischio siano coperte. Puoi strutturarla per sezioni:

  • UI e testi: dimensione, contrasto, font, leggibilità, coerenza.
  • Controlli: rimappatura, profili, alternative a input rapidi.
  • Audio e sottotitoli: completezza, regolazione volumi, feedback visivi equivalenti.
  • Difficoltà e aiuti: modalità assistite, tutorial chiari, riassunti di obiettivi.
  • Tecnologie assistive: supporto a controller alternativi, compatibilità con screen reader (dove possibile).

Per trasformare questa checklist in soluzioni concrete è utile padroneggiare pattern architetturali e soluzioni riutilizzabili: il corso Design Pattern per videogiochi ti aiuta a creare sistemi modulabili; l’articolo su UX/UI nei videogiochi ti supporta nel tradurre i requisiti della checklist in interfacce coerenti.

Strumenti automatici e manuali

Oltre ai test manuali, puoi sfruttare strumenti automatici per identificare problemi di contrasto, dimensione dei testi o leggibilità. Nel mondo dello sviluppo, gli assistenti AI operativi, come quelli presentati in “GPT Agent: guida completa all’assistente AI operativo”, possono aiutarti a creare script per controlli semi-automatici o generare report da checklist predefinite.

Se utilizzi Unity, l’articolo “eBook per apprendere a usare al meglio Unity” raccoglie risorse utili per padroneggiare l’ambiente di sviluppo, includendo best practice che semplificano anche l’implementazione di funzionalità di accessibilità.

Metriche e certificazioni

Per capire se il tuo gioco è davvero accessibile, devi definire metriche misurabili. Alcuni esempi:

  • Percentuale di funzioni di gioco accessibili tramite controlli rimappabili.
  • Numero di opzioni disponibili nella sezione “accessibilità” delle impostazioni.
  • Tempo medio necessario, per un utente con esigenze specifiche, per completare il tutorial.

Molte di queste metriche nascono dal lavoro di UX/UI e dalla progettazione di esperienze inclusive, come discusso nell’articolo su UX/UI nei videogiochi. Raccogliere feedback qualitativi dalle community e organizzazioni specializzate può arricchire questi indicatori numerici.

Certificazioni e dichiarazioni di conformità

In un settore che sta vivendo una forte professionalizzazione, anche sul fronte dei finanziamenti, la trasparenza sull’accessibilità può diventare un plus competitivo. Programmi come gli Epic MegaGrants premiano progetti innovativi e di qualità: presentare un gioco con una chiara dichiarazione di conformità a linee guida di accessibilità, o con certificazioni rilasciate da enti specializzati, può aumentare la credibilità del tuo team agli occhi di investitori e publisher.

Anche in assenza di uno standard unico per il gaming, è buona pratica pubblicare una accessibility statement che elenchi le funzionalità presenti, le limitazioni note e gli impegni futuri di miglioramento.

Risorse per sviluppatori e community

Molte funzionalità di accessibilità possono essere accelerate grazie a librerie e plugin già pronti, che aggiungono ad esempio:

  • Gestione avanzata dei sottotitoli e dei testi on screen.
  • Layer di input astratti e configurabili.
  • Filtri visivi (daltonismo, alto contrasto) attivabili al volo.

Per capire come integrare questi strumenti nel tuo flusso di lavoro, è utile possedere solide basi architetturali, come quelle fornite dal corso Design Pattern per videogiochi, e conoscere bene l’ambiente Unity, per il quale puoi approfondire con gli eBook dedicati a Unity.

Corsi e guide pratiche

Se vuoi portare il tuo gioco al livello successivo in termini di qualità e accessibilità, investire nella formazione è una scelta strategica. Tra le risorse utili:

Per approfondire il game design con focus anche su bilanciamento e UX puoi considerare il Corso di Game Design: Introduzione, mentre se vuoi esplorare il lato inclusivo delle community, ti saranno utili gli articoli “Videogame e community LGBTQ+, guadagna terreno l’inclusione” e “Un hashtag contro gli abusi sulle videogiocatrici”, che mostrano come un approccio rispettoso e attento all’accessibilità possa rafforzare le relazioni con i giocatori.

Domande frequenti

Quali sono i quattro principi di accessibilità?

I quattro principi alla base dell’accessibilità digitale sono:

  • Percepibile: le informazioni devono essere presentate in modi che gli utenti possano percepire (testi leggibili, alternative ai contenuti audio, uso non esclusivo del colore).
  • Operabile: i componenti e la navigazione devono essere utilizzabili (controlli configurabili, niente meccaniche impossibili da eseguire per alcune persone).
  • Comprensibile: le informazioni e le interfacce devono essere facili da capire (linguaggio chiaro, feedback coerenti, tutorial ben strutturati).
  • Robusto: il contenuto deve essere fruibile su diversi dispositivi e tecnologie assistive.

Questi principi guidano anche il lavoro di chi si occupa di UX/UI nei videogiochi e influenzano la scelta del motore di sviluppo più adatto, come spiegato nella guida a Unity, Unreal o Godot.

Cosa si intende per accessibilità digitale?

L’accessibilità digitale è la capacità di un prodotto o servizio digitale (sito, app, videogioco) di essere utilizzabile dal maggior numero possibile di persone, incluse quelle con disabilità permanenti, temporanee o situazionali. Significa progettare interfacce, contenuti e interazioni che non escludano nessuno a causa di limiti sensoriali, motori o cognitivi.

Nel gaming, questo concetto va integrato lungo l’intero ciclo di sviluppo del videogioco e nel lavoro quotidiano di chi progetta l’esperienza utente, come approfondito nell’articolo su UX/UI e videogiochi.

Cosa prevede il diritto di accessibilità?

Il diritto di accessibilità prevede che le persone con disabilità possano accedere, su base di uguaglianza con gli altri, alle informazioni e ai servizi digitali. Questo si traduce in normative che spingono aziende e istituzioni a rendere i propri prodotti fruibili anche da chi ha disabilità sensoriali, motorie o cognitive.

Nel caso dei videogiochi, questa evoluzione si intreccia con il riconoscimento del loro valore culturale, come raccontato in “L’Unione Europea riconosce il valore culturale del settore dei videogiochi”. È ragionevole aspettarsi che nel tempo i requisiti di accessibilità diventino sempre più rilevanti anche per il gaming.

Quanto tempo si può stare davanti ai videogiochi?

Non esiste una regola valida per tutti, ma le principali linee guida internazionali suggeriscono di bilanciare il tempo di gioco con studio, lavoro, attività fisica e relazioni sociali. Per i più giovani è importante che genitori ed educatori stabiliscano routine equilibrate e dialoghino sulle abitudini digitali.

Su Gedemy trovi diversi approfondimenti sul rapporto tra gioco e benessere: in “Giovani gamer e studio: un mix esplosivo da gestire” si affronta il tema dell’equilibrio tra gaming e scuola; l’articolo “Falso allarme: i videogiochi non creano ansia, al contrario” analizza il rapporto tra ansia e videogiochi; mentre “Giocare ai videogiochi migliora la memoria e l’attenzione?” riassume alcuni studi che evidenziano i possibili effetti positivi.

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